Visite Guidate di Iglesias

Chiese

Visite di Iglesias e delle sue chiese

Le Chiese di Iglesias

Iglesias è stata da sempre conosciuta per la sua attività mineraria. Oggi le sue miniere costituiscono un patrimonio archeologico industriale riconosciuto dall’UNESCO. Ma la cittadina è nota anche per le innumerevoli chiese. Il Tour “Le chiese di Iglesias” è rivolto proprio a coloro che sono interessati alla scoperta di questo importante patrimonio storico-religioso.

Altre Visite Guidate disponibili ad Iglesias:

Monteponi, Visita alla Grotta di Santa Barbara, Porto Flavia, La Frazione Mineraria di Nebida, Laveria Lamarmora, Museo Diocesano, Museo dell’Arte Mineraria

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santa chiara

Cattedrale Santa Chiara

Il tour va ad interessare 7 chiese:
– Cattedrale di Santa Chiara: costruita fra il 1285 e il 1288, per volontà del Conte Ugolino della Gherardesca, signore di Villa di Chiesa. Alcune fonti documentano un collegamento fra la chiesa e l’Opera Ecclesiae Sanctae Clare, un’istituzione laica che, all’epoca, svolgeva in città funzioni di tipo amministrativo e che promuoveva la costruzione, l’abbellimento e la manutenzione dell’edificio. Dal 1400 la chiesa parrocchiale di Santa Chiara divenne, di fatto, la residenza dei vescovi sulcitani, nel 1503, con la bolla “Aequum reputamus” di Giulio II, questa venne eletta cattedrale. Dal punto di vista architettonico, sono diversi gli stili e le influenze artistiche che hanno contribuito alla sua realizzazione. La facciata risulta romanica nella parte bassa con portale architravato sormontato da una lunetta con motivo classicheggiante, la parte superiore invece, è in stile gotico. La caratterizzano due archi a sesto acuto che inquadrano un rosone e, tredici archetti trilobati che seguono le pendenze del tetto a capanna. La torre che ospita le campane si erge sul lato destro. Questa ha pianta quadrangolare e un coronamento a terrazza, forme che lasciano pensare a modelli catalani. La pianta è a croce latina, mononavata, divisa in quattro campate da archi a sesto acuto con cappelle laterali ricavate tra i contrafforti. Il presbiterio, a pianta quadrangolare, risulta rialzato rispetto alla navata centrale e vi si accede per mezzo di una scalinata in marmo. La struttura, nel tempo ha subito diverse ristrutturazioni. Nel vano sinistro del transetto la parete di fondo è occupata dal retablo ligneo dorato dedicato a Sant’Antioco, patrono della Diocesi.

colleggio

Chiesa del Colleggio

– Chiesa del Collegio: intitolata alla Vergine Purissima, venne costruita per volontà dei Gesuiti. Unico esempio dell’architettura tipica della Controriforma. L’interno è caratterizzato da un’unica navata, voltata a botte a tutto sesto, con sei cappelle laterali . Il presbiterio è leggermente sopraelevato rispetto al piano di calpestio della navata, accoglie un altare in stile barocco realizzato in marmo .

– Chiesa di Sant’Antonio abate: sorge al di fuori dal complesso murario pisano. Nonostante i numerosi rimaneggiamenti nel corso dei secoli, la chiesa, costruita presumibilmente tra il X e l’XI secolo presenta uno schema di tipo basilicare trinavato. L’abside è semicircolare ed allungato, con forma a ferro di cavallo.

– Chiesa della Madonna delle Grazie: originariamente era dedicata al martire cagliaritano San Saturno. La facciata è divisa in tre ordini a dimostrazione delle tre principali fasi costruttive: il primo ordine (XII sec.) risale all’epoca pisana, il secondo a quella aragonese, la terza fase, che riguarda la parte superiore è di fattura settecentesca. L’interno ha pianta ad aula, con due cappelle laterali . L’ampio presbiterio è sormontato da una cupola a padiglione su tamburo ottagonale recante la data del 1708. Sulla parete di fondo di questo è conservato il simulacro ligneo di Nostra Signora delle Grazie.

– Chiesa di San Domenico: venne costruita su volontà del canonico iglesiente Michele Fenza, che favorì la costruzione mediante un lascito del 1610 a favore della creazione di un convento di frati Domenicani , con l’impegno di impartire gratuitamente l’istruzione ai bambini poveri. Secondo la tradizione, questi bambini contribuirono al trasporto del materiale necessario all’erezione della chiesa, da questo fatto deriva il nome “Cresia de is Piccioccheddus” (Chiesa dei ragazzi). L’edificio, in stile neogotico, riflette la fase di ritorno della cultura medievale attuattasi con la controriforma, tra la fine del’500 e i primi del’600. L’interno ha pianta ad aula mononavata , divisa in quattro campate da archi a sesto acuto realizzati in blocchi di trachite rosa con cappelle laterali. La peculiarità di questa chiesa è l’assenza del presbiterio. Sul muro di fondo è presente una nicchia ospitante il simulacro di San Domenico. La facciata è caratterizzata da un portale inquadrato da colonne corinzie ed architrave, sormontato da un arco trilobato.

– Chiesa di San Francesco: probabilmente venne edificata tra il 1326, anno in cui Alfonso, infante di Aragona comunica al fratello Pietro l’intenzione di fondare un convento di frati a Villa di Chiesa, e il 1334, quando Pietro d’Aragona invia un finanziamento per garantire il proseguimento die lavori. Ma di questo primo impianto non ci sono testimonianze rilevanti. L’attuale costruzione risulta il miglior esempio di architettura gotica della Diocesi e risale ai primi del’400. La facciata è interamente realizzata con trachite rosa . L’interno presenta una pianta ad aula mononavata con cappelle laterali. L’abside, più stretto e basso rispetto alla navata, coperto da volta ombrelliforme, risale al 1523. La quinta cappella denominata “del Crocifisso” è dedicata ai caduti del primo conflitto mondiale. Con la soppressione degli ordini religiosi la chiesa e il convento diventano di proprietà comunale ; a fine ‘800 viene sconsacrata ed adibita agli usi più vari. Nel 1928, dopo un restauro, è stata riaperta al culto e dal 1935 i francescani hanno ripreso possesso della struttura.

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Chiesa Santa Maria di Valverde

– Chiesa di Santa Maria di Valverde: sorse nel XIII secolo. Si ha notizia che nel 1539 i frati Cappuccini, entrati in possesso della chiesa, fondarono, vicino all’edificio, il loro convento. Del primo impianto, con pianta ad aula e copertura a capriate lignee, rimangono oggi soltanto alcuni tratti murari del lato sinistro e la facciata. Nel 1952, maestranze di formazione aragonese, modificarono notevolmente l’edificio. L’aula viene divisa in campate da archi a sesto acuto, il presbiterio viene coperto da una volta stellare e, lungo il lato destro, vengono aperte due cappelle.

 

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